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In ricordo di nostro papà, BORGHETTI GIOVANNI BATTISTA

Corte Fornaledo Giovanni Borghetti
Siamo oggi la Storia di ieri

La Storia di Corte Fornaledo

Posizione:

Nel Comune di Marano, in luogo appartato, appena sopra l’antico abitato di Purano e a questo collegato da brevissimo tratto di strada, sta la corte di Fornaledo, toponimo assai antico ma tuttora conservato nell’attuale intitolazione della cantina in questione.
La corte è isolata dalla contrada di Purano e gode di una splendida vista di tutta la vallata e delle propaggini del monte Pastello, essendo appunto Purano, pur nel Comune di Marano, collocato sul versante orientale del bacino imbrifero della valle dei Progni, la più incisa e la più panoramicamente spettacolare delle tre vallate valpolicellesi.

Corte Fornaledo storia Purano

Corte Fornaledo – località Purano

Fornaledo: le prime attestazioni

Il toponimo Fornaledo, più precisamente compare una prima volta in una carta dell’1 aprile 908 con la quale Austroberto, abate di Santa Maria in Organo, concede ai chierici Giovanni e Giselberga, del castello di Verona, due colonicae in Valpolicella. La colonica di Fornaledo, aggiunge il documento, era retta in quel momento da Gisemberto, arimanno, cioè un uomo libero, vivente secondo la legge longobarda.
Per colonica si deve intendere un’unità di conduzione agricola che nella fattispecie è costituita da una o più case, dall’orto, dall’aia nonché da terre coltivate: una vera e propria azienda agricola che ha anche un colono conduttore, abitante con tutta probabilità sul posto, in grado dunque di attendere, durante tutto il corso dell’anno, ai lavori agricoli, rendendone poi conto, in questo caso, non al monastero ma al chierico Giovanni, cioè a colui che la aveva in enfiteusi.
La storia poi tace per 500 anni fino al 1410 quando un testamento ci parla ancora di corte Fornaledo. È il testamento di Giovanni detto da Fornaledo. Da quanto par di capire, Giovanni, il testatore, è un agricoltore benestante, proprietario di casa, che vive coltivando campi che producono uva da vino, olio, legumi e cereali, che non disdegna altresì di tenere anche qualche capo di bestiame per la produzione di lana, di carne e di latte, così come in zona avranno fatto altri agricoltori di collina in un paesaggio agrario anche allora caratterizzato appunto dalla presenza di viti, di olivi, di colture foraggere e cerealicole.

Corte Fornaledo sasso 1844 evidenziato

Corte Fornaledo – muretto a secco con incisione anno 1844

Una profonda ristrutturazione

Verso la fine del Cinquecento gli edifici della corte vennero fatti oggetto di una profonda ristrutturazione: lo possiamo affermare — oltreché attraverso l’esame delle strutture murarie e della qualità delle porte e finestre dai contorni finemente scolpiti — anche da una data (1568) che sta incisa sulla chiave dell’arco del portalino di accesso a tale abitazione dalla strada. Tale data ben corrisponde allo stile architettonico del prospetto dell’edificio, ancora ispirato ai moduli rinascimentali adottati nell’edilizia contemporanea della vicina città di Verona, e l’operazione dovrebbe essere stata condotta dagli stessi Fornaledo che qui rimasero peraltro ad abitare almeno fino alla fine del Settecento, perché la prima attestazione della presenza in questa località dei Borghetti si avrà soltanto attraverso uno Status animarum della parrocchia di Marano risalente al 1825.

Corte Fornaledo storia 1

Corte Fornaledo – metà del 1900


Corte Fornaledo storia 2

Corte Fornaledo – foto storica del fruttaio

La famiglia Borghetti

Tutto ciò lo si deduce da alcuni documenti conservati presso l’archivio della parrocchia di Marano e in particolare dai vari volumi che accolgono le registrazioni dei defunti.
Possiamo quindi affermare che i Borghetti hanno acquistato la proprietà del complesso di Fornaledo prima del 1825. A conferma di ciò non resterebbe che rintracciare l’atto di vendita da parte di un Fornalè a Giammaria Borghetti (nato nel 1751 e morto nel 1833) del fu Fiorio Borghetti (nato nel 1724), ma non conoscendo il nome del notaio che ebbe a rogare l’atto, diventa assai difficile riuscire nell’impresa.
Una verifica dei dati forniti dai sommarioni del Catasto austriaco ci conferma che al 1840 la casa colonica segnata al n. 752 è intestata a Fiorio Borghetti (nato nel 1785 e morto nel 1855) del fu Giammaria Borghetti al quale sono assegnati anche i vicini numeri catastali costituenti la corte.

Corte Fornaledo storia 3

Corte Fornaledo – nostro nonno Borghetti Giacomo durante un incontro di affari

 

Corte Fornaledo - la famiglia Borghetti Giacomo

Corte Fornaledo – la famiglia Borghetti (da sinistra a destra in primo piano nostro nonno Borghetti Giacomo e nostra nonna Zivelonghi Pia con la piccola Borghetti Maria Edvige, in secondo piano Borghetti Angelo, Borghetti Luigi, Borghetti Catterina Maria, Borghetti Giovanni Battista (nostro papà), Borghetti Teresa Francesca e Borghetti Fiorenzo)

Da più di 200 anni la famiglia Borghetti abita ininterrottamente qui.

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